Gestione di una startup, startup, marketing, sviluppo del business, clienti, competenze, obiettivi, http://www.bandwin.net/it/2016/01/07/gestione-di-una-startup-i-consigli-di-ray-garcia-imprenditore-consulente-per-venture-capital/

Startup: dall’idea al successo. I consigli di un esperto. Parte 3

Gestione di una startup: questo è il focus della terza parte della mia intervista a Ray Garcia, imprenditore, consulente per startup, docente di imprenditorialità all’Università di Pisa per 5 anni (la prima è qui). Marketing, gestione del cliente, sviluppo dell’impresa e altri cui porre molta attenzione

Gestione della nuova impresa

  1. Su quale tipo di marketing devo focalizzarmi per sviluppare il mio business basato sul web?

Tutte le forme di marketing sono necessarie, aumentano le possibilità di essere trovati

  1. Quali potrebbero essere passaggi importanti per sviluppare il nostro prodotto? Cosa va, invece, evitato?

Parla con i clienti, loro ti diranno il prodotto che vogliono

  1. Qual’è il modo migliore per costruire una relazione di lungo periodo con i clienti?

Vendi loro qualcosa di cui hanno bisogno e ch li aiuta e vendilo a un prezzo che possono pagare e da cui percepiscono valore.

  1. Abbiamo sviluppato il nostro Minimum Viable Product e il nostro cliente di test sta iniziando a usarlo e ad aver voglia di pagare per esso. Come possiamo porre il prodotto sul mercato e attrarre nuovi clienti?

Tutto dipende dal tipo di prodotto, trova il canale per distribuirlo al più elevato numero di potenziali clienti

  1. Come promuovere la propria attività al costo minore (o gratis) in modo da costruire una lista di clienti prospect (potenziali)?

I tuoi clienti promuoveranno il tuo prodotto se realmente apprezzeranno il valore che gli stai offrendo. Una loro raccomandazione è il miglior modo per acquisire nuovi clienti.

  1. Come posso fornire un apporto tangibile in una startup per aiutarla a crescere e, contemporaneamente, sviluppare le mie competenze?

Sviluppa prima le tue competenze in un’azienda, poi, quando hai le competenze per dare un contributo, entra in una startup. Le startup non possono farsi carico di formare le persone.

  1. Ci sono imprenditori che possono condividere le loro esperienze di “working through the execution” di un’idea di business subito dopo la fase di ideazione?

Poniti di fronte ai clienti con un prodotto che loro vogliono e vendilo a più di quanto ti costa produrlo, molto basilare ma è ciò che conta.

  1. Quando l’amministratore di una startup deve smettere di lavorare e lasciar lavorare gli altri?

Una volta che sta facendo profitto e ha compreso in che tipo di business è entrato.

  1. Quando gli affari stanno andando bene e non ci sono richieste urgenti da soddisfare cosa bisogna fare?

Far crescere il business ancora più velocemente. Se sta andando bene allora è probabile che vada male al prossimo ciclo.

Quando le cose vanno bene bisogna spingere ancora più forte.

  1. Posso iniziare un’altra attività con il mio cofondatore quando sto portando avanti una startup?

No, falliscono entrambe poichè l’attenzione non è più focalizzata su uno  ma suddivisa tra due.

Ugo Cosentino, diabete, cura, Harmonium Pharma, intervista parte 1,http://www.bandwin.net/it/2017/06/03/harmonium-pharma-cura-il-diabete-dal-diabetico-p1/

Harmonium Pharma, cura il diabete dove il diabetico vive. Parte 1

Ugo Cosentino, diabete, cura, Harmonium Pharma, intervista parte 1,http://www.bandwin.net/it/2017/06/03/harmonium-pharma-cura-il-diabete-dal-diabetico-p1/                                        Figura 1: Ugo Cosentino, Amministratore Delegato e fondatore di Harmonium Pharma

Ho intervistato Ugo Cosentino, amministatore delegato di Harmonium Pharma, startup in ambito farmaceutico che sta provando a cambiare l’approccio usato nel trattamente del diabete.

Presenta te stesso

  1. Ciao Ugo, puoi presentarti?

Sono il fondatore e amministratore delegato di Harmonium Pharma, un’azienda focalizzata esclusivamente sul diabete, che offre una proposta di valore unica per migliorare la gestione quotidiana di questa malattia.

Amo definirmi un imprenditore visionario ed entusiastico, che lavora con forte passione per realizzare i suoi sogni.

Ho trascorso la maggior parte della mia carriera all’estero, ricoprendo ruoli con responsabilità crescenti all’interno di aziende multinazionali, lato finanza o altri ruoli dirigenziali come presidente Europa presso Wyeth Veterinary e presidente di Pfizer Farmaceutici Italia.

  1. Da dirigente a startupper nello stesso campo, qual’è il tuo percorso?

La decisione di fondare una mia azienda nasce dal desiderio di creare valore, lasciare qualcosa indietro e dimostrare a me stesso che fare impresa può essere anche divertimento, integrità e profondi valori umani.

  1. Qual’è la scintilla (o le scintille) che spingono un manager esperto a diventare startupper?

Diventare startupper abbandonando una posizione di alto dirigente significa essere un po’ folle, intellettualmente libero, sicuro di se stesso e estremamente coraggioso. Infatti il mio motto è: “Il fututro appartiene a coloro che hanno il coraggio di inseguire i propri sogni”.

  1. Puoi decriverci pro e contro di questo tipo di decisione?

I pro sicuramente: la libertà, l’assoluto controllo della tua vita professionale e delle tue decisioni, la possibilità di avere un impatto sulla società.

I contro sono collegati ad un elevato numero di pressioni e responsabilità che non ti abbandonano mai, specialmente nelle fasi iniziali di sviluppo dell’azienda.

startupper, imprenditore, vantaggi, svantaggi, pro, contro, Ugo Cosentino, Harmonium Pharma, Intervista, parte 1

Figura 1: Pro e contro di diventare startupper

  1. Come è cambiata la tua vita?

Sono artefice del mio destino e ora certamente credo di poter avere, attraverso un modello di business innovativo,  un reale impatto sulla vita delle persone con diabete con un considerevole miglioramento della loro qualità di vita.

Presenta il tuo team

  1. Puoi presentare il tuo gruppo di lavoro?

La struttura aziendale è costituita da una “nazione laboratorio” dove abiamo degli affiliati diretti e dove il modello di business è testato e applicato.

Abbiamo poi già in piedi un gran numero di accordi con aziende partner per esportare a livello internazionale il modello di business dell’ “Angolo del diabetico”.

Indine abbiamo un’azienda in Spagna, inglobata nella nostra, che fa ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi volti a migliorare la vita delle persone con diabete.

  1. Descrivici i ruoli nel gruppo di lavoro.

Il mio gruppo di lavoro è composto da due persone in Amministrazione e Finanza; due persone in ambito Regulatory, tre in Marketing e comunicazione, due dirigenti nel commerciale e una rete di professionisti qualificati che supportano le attività di vendita sul territorio a farmacie, specialisti e associazioni di malati, oltre a un direttore del Business Development e un capo della Ricerca e Sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

  1. Lavori a tempo pieno per la tua startup o tu/qualcuno del tuo team, lavora anche al di fuori?

Lavoro giorno e notte per raggiungere i nostri obiettivi e portare al successo il nostro modello di business.

  1. Pensi che il tuo gruppo di lavoro sia al completo o stai cercando qualcun altro?

Nessun team è mai completo e noi proviamo sempre a migliorare e innalzare la qualità, specialmente in un contesto di rapida crescita come il nostro.

 

Presenta il tuo prodotto

Harmonium Pharma, Logo, Ugo Cosentino

   Figura 1: Logo di Harmonium Pharma

“L’angolo del diabetico”  è una combinazione di prodotti e servizi indirizzati a una popolazione in crescita per creare vicino casa loro una offerta personalizzata.
  1. Quali bisogni soddisfa Harmonium Pharma e cosa aiuta ora i tuoi clienti?

Harmonium Pharma è un’azienda focalizzata esclusivamente sul diabete; è stata fondata per aiutare la comunità dei diabetici a condurre una vita migliore introducendo una modalità innovativa di essere vicini ai nostri clienti.

“L’angolo del diabetico” è la nostra unica offerta al mercato, la nostra risposta alle esigenze della comunità di diabetici: è una combinazione di prodotti e servizi indirizzati a una popolazione in crescita e collocata in farmacie aderenti per creare un’offerta personalizzata vicino a a casa del cliente e un soggiorno del malato che faciliti il potenziamento, la prevenzione, e la gestione quotidiana della loro malattia.

  1. Conosci il tuo mercato, quali sono i tuoi competitor (che tipo di servizi, se puoi fare qualche nome)?

Al momento non abbiamo concorrenti sul mercato perche L’angolo del Diabetico è una risposta innovativa alle esigenze delle persone con diabete, che non erano state soddisfatte prima.

Al contrario il nostro modello di business è complementare a quello delle maggiori aziende multinazionali farmaceutiche in ambito diabete.

  1. Cosa ha di nuovo sul mercato Harmonium Pharma ?

L’offerta dell’Angolo del Diabetico (logo in Figura 2) mira a creare la farmacia personalizzata del malato di diabete, connessa all’ “ecosistema” di professioni specializzate e associazioni di malati.Angolo del diabetico, cura diabete, diabete, Ugo Cosentino, Harmonium Pharma                                                                                Figura 2: Logo de “L’ Angolo del diabetico”

Nel nostro modello di business la farmacia non è pensata come semplice luogo dove ricevere una prescrizione, ma come un hub sul territorio dove prodotti personalizzati, informazione e consigli da perofessionisti e un primo livello di analisi vengono posti insieme per innalzare la qualità della vita delle persone con diabete e accompagnarle in un percorso referenziato di cure specialistiche in caso di ulteriori necessità

  1. Qual’è la chiave che vi distingue da Pfizer o altre aziende che trattano il diabete?

L’Angolo del Diabetico è stato creato come risultato di un innovativo processo conosciuto come Diabetiamoci con focus group organizzati in diverse città italiane dove malati di diabete hanno collaborato con il nostro team qualificato di marketing per indicare i loro bisogni e le loro difficoltà, permettendoci di progettare prodotti e servizi che migliorino le loro capacità di gestione quotidiana della malattia.

Questo è un modo totalmente nuovo e innovativo di accostarsi al mercato delle cure sanitarie.

Altresì tutta la nostra proposta di valore è stata il risultato di bisogni espressi dai pazienti, la maggior parte di essa non ha competitor sul mercato.

Da ciò risulta che la nostra offerta include un portafoglio integrato e olistico di prodotti e servizi per una migliore gestione della malattia focalizzata principalmente su prevenzione e benessere; le altre aziende che operano sul diabete sono focalizzate su un approccio di prodotto e quasi completamente su una specifica gestione dell’iperglicemia come l’insulina, metoformina, strip diagnostiche, pompe, siringhe e così via

  1. Una differenza, per quanto ho capito dalla tua presentazione, è l’approccio al cliente e alla sua malattia, perchè pensi che esso possa rendere la tua azienda preferibile alle altre?

Poichè non abbiamo concorrenti non puntiamo ad essere preferiti ad altri, ma, piuttosto, ad essere complementari e sinergici ai grandi gruppi che operano in questo campo allargando l’offerta, al contrario di quanto Big Pharma e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possano offrire al paziente.

Poichè le risorse del SSN destinate alle malattie croniche stanno diminuendo e la situazione in futuro peggiorerà solamente, il nostro obiettivo è incrementare la consapevolezza e l’autogestione del diabete e delle sue complicazioni, dando al malato il necessario supporto.

Facciamo questo attraverso un percorso territoriale composto da un gruppo di partner (farmacisti, fisiatri e associazioni). Lo facciamo anche attraverso una strategia digitale sul nostro sito www.angolodeldiabetico.it

 

 

MobyPlanner aiuta privati e aziende a pianificare i propri spostamenti guadagnando tempo,risparmiando soldi, ottimizzando la mobilità

MobyPlanner: mobilità ottimizzata agenda rispettata. Parte 1

MobyPlanner aiuta privati e aziende a pianificare i propri spostamenti guadagnando tempo e risparmiando soldi

Intervista a Marco Cadario, Amministratore delegato e fondatore di MobyPlanner, startup che si propone di ottimizzare la mobilità di privati e aziende pianificando gli spostamenti e monitorandoli in tempo reale per rispettare gli impegni. In questa prima parte presenta se stesso, il team e la sua soluzione

Presenta te stesso

  1. Ciao Marco, puoi presentarti?

Ciao, sono il fondatore di MobyPlanner, un’azienda focalizzata sugli strumenti di pianificazione per le aziende in ambito B2B. Sono appassionato di tecnologia e del mondo IT.

Ho lavorato per anni in una società IT fondata con alcuni amici verso la fine del 1999, e sul finire del 2013 ho deciso di iniziare con una nuova idea, MobyPlanner.

 La tua esperienza lavorativa è nell’ambito del management ICT, sviluppare software per soluzioni ad hoc. Come è nata l’idea di diventare imprenditore? Qual’è il tuo percorso?

Ho sempre lavorato nel mondo IT, sin dal 1992, come consulente indipendente o in una società precedentemente fondata, in una molteplicità di scenari (acquisizione dati, gestione dati, portali internet molto grandi e altro ancora). Il cuore della mia esperienza lavorativa è sulle architetture IT e il supporto applicativo, ma sono anche in grado di formare e gestire team che supportino applicazioni mission critical. Questo bagaglio di esperienze mi ha aiutato ad intraprendere una nuova esperienza, quella di MobyPlanner.

  1. Ci siamo incontrati a Innovits 2 anni fa, quando ti stavi sviluppando MobyPlanner e volevi presentarlo al team. Ora sei uno dei manager di MobyPlanner e hai qualche collaborazione, mi racconti la storia di questa evoluzione?

Nei primi mesi del 2015, durante il percorso Innovits, ho ricevuto tantissimi suggerimenti utili che mi hanno aiutato a capire il modo giusto di sviluppare la mia idea di prodotto e trovare il modo migliore per entrare sul mercato.

Alcuni accordi di collaborazione (tecnica e commerciale) stipulati aiutano la mia società a sviluppare il prodotto e esser pronto ad entrare sul mercato.

  1. Cosa è cambiato nel frattempo nella tua vita (il lavoro per esempio)?

Quando ho deciso di fondare MobyPlanner, le mie attività sono cambiate molto e, grazie a diversi programmi di accelerazione, ho cambiato anche molti punti di vista.

Presenta il tuo team

  1. Puoi presentare il tuo gruppo di lavoro?

Attualmente, siamo 4 persone con differenti competenze ed esperienze. Tutti partecipano attivamente alla definizione di cosa sviluppare nel nostro prodotto. Attualmente siamo basati a Milano.

  1. Descrivici i ruoli nel gruppo di lavoro.

Ci sono 3 persone che si concentrano sullo sviluppo del prodotto e una dedicata allo sviluppo del business.

Uno sviluppatore si dedica alle applicazioni per il mobile e alla loro integrazione con la nostra piattaforma, altri due sviluppano la piattaforma e definiscono anche i requisiti e l’architettura dell’infrastruttura. Questi due hanno anche competenze di business.

  1. Lavori fulltime per la tua startup o tu/qualcuno del tuo gruppo lavora anche al di fuori di essa?f

Tutti lavorano full time su questo progetto.

  1. Credi che il gruppo sia completo o stai cercando qualcun altro?

Naturalmente no. Durante l’evoluzione dell’idea capiamo che abbiamo bisogno di più competenze nel gruppo, specialmente analisti di dati e venditori. Questi saranno probabilmente i nostri prossimi passi.

Presenta il tuo prodotto

  1. Quali problemi risolve MobyPlanner e come sono risolti ora dai tuoi clienti?s

La piattaforma di MobyPlanner è un veloce e georeferenziato ottimizzatore dell’agenda che risolve la complessita che si ha quando la pianificazione dell’utente si svolge con movimenti in un ambiente urbano.

Le aziende, usando una console dedicata, possono pianificare appuntamnti, ottimizzare i percorsi giornalieri e inviare la pianificazione ai dipendenti automaticamente. Allo stesso tempo la piattaforma fornisce ai dipendenti un’ “assistente personale” che verifica durante la giornata le informazioni necessarie ad essere puntuali agli appuntamenti.

Così si ottimizzano i movimenti dello staff che si muove risparmiando tempo e riducendo i costi.

In sintesi….

  • Ottimizza i movimenti dei dipendenti che viaggiano per risparmiare tempo e ridurre i costi
  • Valutare i tempi di viaggio e la qualità dei movimenti del personale che si sposta
  • Analizzare in tempo reale e nello storico i movimenti del personale per soddisfare le richieste dei clienti
  1. Tu conosci il tuo mercato, quali sono i tuoi concorrenti (che tipo di servizi, se puoi fare qualche nome)?

Ci sono alcuni prodotti simili. Fortunatamente sono focalizzati sul fornire soluzioni per grandi aziende (il nostro obiettivo primario è rappresentato dalle piccole e medie imprese) o dedicate ai processi di logistica.

  1. Cosa MobyPlanner ha di nuovo?

La piattaforma di MobyPlanner è una soluzione dedicata al mercato delle piccole e medie imprese con un basso TCO (costo totale di possesso), ma con funzionalità da grande azienda.

Inoltre la nostra soluzione, durante la pianificazione, generano itinerari giornalieri tenendo conto in automatico molti vincoli come la disponibilità di persone, le loro competenze, i luoghi in cui si hanno gli appuntamenti e i tempi necessari a presentarsi puntuali agli appuntamenti.

  1. Una differenza è che tu puoi creare itinerari in automatico, perchè MobyPlanner è da preferire alle altre soluzioni per la pianificazione degli spostamenti dei dipendenti?i

Oltre ai vincoli che consideriamo durante la creazione degli itinerari, riduciamo le operazioni manuali e ripetitive grazie all’automazione. Il risultato è che l’operatore può dedicare più tempo alle altre attività dando maggior valore al suo lavoro.

  1. Puoi spiegare in breve l’idea dietro la tua soluzione?

La pianificazione è un’attività ripetitiva, in questo caso uno strumento che supporta questo processo aiuta l’operatore a dedicare più tempo ad altre attività. 

Usando la piattaforma MobyPlanner l’azienda può beneficiare di una riduzione dei costi. Inoltre con la generazione automatica degli itinerari e la loro ottimizzazione, si ottiene in genere un interessante riduzione di chilometri percorsi.

  1. Dove credi che il motore di MobyPlanner si può utilizzare? E’ personalizzabile per un uso personale o aziendale?

Abbiamo iniziato a sviluppare la piattaforma MobyPlanner con l’idea di creare una soluzione semplice da usare, personalizzabile e adattabile a più scenari. Il nostro motore definisce regole di pianificazione mentre l’interfaccia utente può essere adattata a diversi contesti.

Intervista a Vito Savino, AD di Jot-to, motore di ricerca che, associa emozioni e stati d'animo ai colori e attraverso essi guida la ricerca di prodotti e servizi. Parte 3

Jot-to: le emozioni e gli stati d’animo guidano la ricerca sul web Parte 3

Intervista a Vito Savino, AD di Jot-to, motore di ricerca che, associa emozioni e stati d'animo ai colori e attraverso essi guida la ricerca di prodotti e servizi. Parte 3

Jot-to parte 3: la terza parte dell’intervista con Vito Savino (la prima è qui), CEO di Jot-to, il motore di ricerca che permette di usare colori ed emozioni come criteri nella ricerca sul web. Argomenti discussi sono: il mondo delle startup, investitori e loro comportamento, Innovits.

Il mondo delle startup

  1. Ho intervistato Ray Garcia (il link qui) sulla differenza tra startupper e imprenditore. Secondo te ce ne è qualcuna? Puoi spiegare?

Per dire in inglese che apri una nuova impresa dici che “ startup un’impresa”. Ciò vorrebbe indicare che uno startupper non è altro che un imprenditore al suo primo stadio.

Vorrei aggiungere che uno startupper è alle prese con un business che è molto scalabile, innovativo ed è  pronto ad adattarsi in modo agile  ad un mercato che cambia velocemente.

 

  1. Qual’è il ruolo della passione nell’aprire un’impresa?

La passione è l’ingrediente che può fare la differenza nella tua ricotta, ma se non trovi un modo di vendere la torta rischi di gettarla via…

 

  1. Cosa stai imparando nel ruolo di imprenditore che non puoi imparare altrove?

Come imprenditore in una nuova impresa devi pensare e agire a 360°.

Devi essere pronto a contribuire e dare una mano in ogni area del business, devi essere analitco e avere visione di insieme allo stesso tempo.

Devi pensare la strategia e implementarla con il tuo team.

Non avere paura di fallire e del giudizio della gente.

 

  1. Squadra, clienti, fondi e gestione delle risorse finanziarie sono i problemi più grandi che una startup affronta nella sua vita (guarda qui), cosa ne pensi? Qual’è la tua esperienza?

Questi sono di sicuro tre aspetti fondamentali per una startup, molto connessi agli altri.

Avere un team e una base di clienti ti aiuta ad avere dei fondi e, d’altra parte, avere fondi ti da più possibilità di completare il team e cercare clienti.

Noi abbiamo affrontato molto presto il problema del team. e mi considero fortunato per questo.

I clienti sono l’aspetto essenziale, e noi siamo concentrate su di loro ora (clienti portano clienti).

Fuori sembra che ci siano molte possibilità di finanziarsi, ma non è per niente facile accedervi. Ma noi lo faremo.

 

  1. Dal tuo punto di vista quali sono le necessità di una startup e come sono soddisfatte ora dagli operatori sul mercato? 

Una startup ha bisogno principalmente di visibilità, supporto per migliorare il modello di business, e fondi.

Secondo la mia esperienza ci sono molti contesti dove puoi cercare visibilità e miglioramenti del business model (Innovits ne è un esempio).

Il passo sui fondi è un po’ più complicate perchè i criteri di selezione sono più severi  perfino per piccole somme.

 

  1. Come può la società supportare lo sviluppo delle nuove imprese?

Due elementi che sicuramente incoraggerebbero e aiuterebbero lo sviluppo di nuove imprese è l’avere costi bassi (tasse incluse) e leggi semplici per rendere più semplice la nascita di nuove imprese in Italia.

Questo aprirebbe la strada ad un cambiamento culturale in cui l’innovazione potrebbe essere sempre più incoraggiata e supportata..

Innovits

  1. Ci siamo incontrati ad Innovits, tu non sei arrivato in finale la prima volta. L’anno scorso sei arrivato tra i primi tre. Cosa hai imparato lì?

Abbiamo preso coscienza che aprire una nuova impresa è un percorso molto duro, dove ogni dettaglio è essenziale e non devi mai arrenderti.

 

  1. Perchè lo hai preferito agli altri?

Tre anni fa ho partecipato all’evento finale di Innovits e sono stato affascinato dall’atmosfera che si poteva sentire li.

Ho incontrato molti professionisti disposti a dare il loro contributo allo sviluppo delle nuove imprese e ad incoraggiare l’innovazione.

Ho scoperto allora che Innovits è un’organizzazione no-profit aperta, basata sulla forza e la passione dei suoi associati che hanno esperienze e competenze diverse. E tutto questo gratis.

Ho pensato di aver trovato l’ambiente perfetto per lo sviluppo di Jot-to

 

  1. Pro e Contro di quell’esperienza ?

Pro: alta pressione sull’ottenere risultati e un calendario condiviso e sfidante, un network qualificator e proattivo, possibilità di avere un coach personale

Contro: più tempo potrebbe essere dedicato all’analisi delle modalità di guadagno e agli aspetti finanziari.

 

  1. Se un amico con un’idea ti chiedesse di Innovits, lo consiglieresti?

Ho già consigliato Innovits a diversi amici in occasione dell’edizione 2016/17 del Gymnasium, e sicuramente continuerò a farlo.

 

  1. Oggi sei un mentor del percorso di accelerazione di Innovits, quali sono I tuoi stati d’animo?

Questo per me è un passo importante in Innovits.

Dopo l’intensa esperienza del Gymnasium l’anno scorso, mi sento pronto a condividere con altri startupper ciò che ho imparato.

Lo posso fare con la conoscenza del percorso perchè l’ho già affrontato fino all’evento finale e la consapevolezze delle nuove difficoltà che si hanno nell’avviare una nuova impresa.

 

Investitori e il loro comportamento

  1. State cercando investitori?

Ehm… Si lo stiamo facendo!

  1. Sono (se lo state facendo) solo di tipo finanziario o anche tecnico? Puoi parlarcene?

Stiamo principalmente cercando investitori finanziari. D’altro canto noi sappiamo che altri soggetti potrebbero essere interessati allo sviluppo di motori di ricerca innovative (penso alle università per esempio).

Ciò potrebbe essere un aiuto interessante per accelerare il nostro progetto

  1. Ci puoi raccontare le 5 domande principali che vi pongono quando presentate la vostra startup? (Figura 2)

     

    Domande frequenti, Jot-to, Vito Savino                                                                               Figura 2: Le 5 domande più frequenti

Come funziona il motore?

Quali settori aggiungerete?

Chi NON vorreste avere come utente?

Qual’è la vostra strategia di marketing?

Quanti utenti avete ora?

  1. Siete aperti a partecipazioni al capital sociale di nuovi investitori?

 Possiamo parlarne.

  1. Siete una società di diritto italiano?

Si, siamo una S.R.L (“startup innovativa”) con base a Milano.

  1. Perchè avete deciso di non diventare una LLC inglese o un’altra forma societaria registrata all’estero?

Prima di aprire la società in Italia abbiamo analizzato altre possibilità (Londra, San Marino) che hanno il vantaggio di essere economicamente più interessanti e con un accesso più facile ai fondi.

Infine abbiamo scelto di aprire a Milano principalmente perchè siamo italiani e vogliamo dare una possibilità al nostro Paese. Vedremo se è la scelta giusta, se non lo è riconsidereremo altre soluzioni.

 

MOLTE GRAZIE VITO 

Jot-to, Vito Savino, emozioni, colori, stati d'animo, ricerca, web

Jot-to: le emozioni guidano la ricerca. Parte 2

Jot-to, colori ed emozioni guidano la ricerca sul web, parte 2

Questa è la seconda parte della mia intervista a Vito Savino (la prima parte qui), CEO di Jot-to, startup che basa il suo motore di ricerca sui colori

La tua strategia

1. Qual’è la tua proposta di valore?

Jot-to è una nuova esperienza di ricerca basata su colori ed emozioni.
L’utente sceglie un colore corrispondente al suo sentimento e ottiene suggerimenti su una serie di esperienze tra i diversi settori (turismo, film, social network,…).

2. Nel tuo percorso hai iniziato a fare accordi con agenzie di viaggio per rendere soggiorni e viaggi ricercabili, qual’è la tua volontà? Quali settori saranno coinvolti ?

Abbiamo individuato diversi settori dove Jot-to potrebbe operare. Come ho detto abbiamo già turismo e film.
Stiamo lavorando su social network, gastronomia, libri, musica, sport.
Il nostro sogno è di andare oltre i settori e utilizzare Jot-to per colorare il web.

3. Il motore di ricerca di Jot-to sarà utilizzato anche come stand-alone o solo inserito nei siti web dei vostri partner?

Attualmente è utilizzato in entrambe le modalità :

  • stand-alone, come un navigatore di un marketplace trasversale
  • collegato a un sito web specifico, dando all’utente la possibilità di navigare tra le esperienze del sito specifico colorato da Jot-to (abbiamo già un banner che funziona in questo modo per l’agenzia di viaggi “busto.lemarmotte.it”)

4. C’è già un motore basato sulla stessa teoria? Come vi differenziate da lui?

Come già detto ci sono concorrenti che stanno utilizzando il concetto di colori ed emozioni come input per le ricerche.

Jot-to aggiunge la possibilità di utilizzare i voti dell’utente per migliorare la precisione del motore. Essi infatti contribuiranno a cambiare il colore risultante di un’esperienza in tempo.

In questo modo il nostro algoritmo di corrispondenza non è solo associativo ma adattivo pure, perché si impara dai feedback dell’utente.

5. Ora il mercato dei motori di ricerca è un oceano rosso con Google come re, sarete un concorrente o creerete un oceano blu?

Jot-to non vuole prendere il posto di Google, ma mira a integrare o vivere fianco a fianco con lui. Molti hanno detto che la nostra idea è dirompente, che siamo una sorta di folli (a proposito qualcuno ha detto “essere folli!”), che anticipiamo le aspettative di mercato … Lo definirei piuttosto un oceano blu.

6. Quale è la quota di mercato a cui puntate?

Parlando di un mercato oceano blu, si capisce che stiamo parlando di un ambito difficile.

Posso dire che secondo il nostro modello di business puntiamo ad avere 10 milioni di click all’anno al fine di raggiungere anche il punto di pareggio..

7. Quali sono le funzionalità di punta che proteggono voi dai concorrenti?

Abbiamo iniziato a proteggere il marchio di Jot-to, stiamo lavorando per il deposito di un brevetto per il motore.

Abbiamo individuato punti di miglioramenti per esso già nella nostra tabella di marcia.
È anche vero che è un algoritmo difficile da copiare perché si basa su prove storiche e continui miglioramenti. Essi hanno bisogno di tempo per ottimizzare i risultati.

8. Punti di forza e debolezze da migliorare ?

  1. Forza: bel design, semplice e veloce da usare, dirompente.
  2. Da migliorare: secondo il nostro modello di business abbiamo bisogno di grandi numeri di utenti e clienti. Per arrivare lì, abbiamo bisogno di un buon investimento.

Figura 2: Forze e debolezze di Jot-to

9. Dove focalizzerete gli investimenti?

I nostri investimenti saranno principalmente focalizzati sul marketing, perché abbiamo bisogno che questa nuova esperienza di ricerca diventi virale. Per fare ciò abbiamo bisogno di fare affidamento su un’azienda che si occupa di social media marketing che lavori

  • sul B2C (per far crescere gli utenti finali di Jot-to)
  • lato B2B ( per aumentare il numero di aziende aderenti al marketplace di Jot-to).

D’altra parte, noi investiremo nell’evoluzione del motore associativo di Jot-to, a colorare le pagine web e ancora di più...

Mercato di riferimento e suo comportamento

1. Qual’e’ il mercato a cui puntate (persone, nazioni)?

Il mercato di riferimento è quello dei motori di ricerca. Abbiamo iniziato con l’Italia, ma possiamo andare in tutto il mondo.
L’utente a cui ci rivolgiamo è un utente di internet, aperto a condividere e cercare esperienze in modo innovativo e libero da vincoli, aperto al tentativo di non sentirsi omologato.
Secondo la matrice Eurisko, una classificazione della popolazione italiana secondo i loro stili di vita, questo set corrisponde a circa il 26% degli italiani (circa 12 milioni di potenziali utenti).

2. I web designer sono abituati a utilizzare colori come guide per esprimere professionalità o, in generale, toni di voce dei loro siti web clienti; pensi che questo possa essere correlato al tuo utilizzo della teoria dei colori?

In un certo senso lo è. Il punto è che stiamo entrambi usando colori per toccare le emozioni delle persone e parlare questa lingua non convenzionale.

3. Le persone sono abituate a usare Google e, più in generale, motori di ricerca testuali, avete individuato un gruppo target che sta già utilizzando i colori come guida delle sue ricerche?

Ho già parlato dei nostri concorrenti, e posso aggiungere che la loro esistenza dimostra il fatto che c’è un utente a cui rivolgersi che sta già utilizzando i colori come guida per le ricerche sue.
Si tratta di un mercato emergente, ed è solo una questione di tempo farlo diventare virale. Stiamo lavorando per essere pronti per quel momento.

4. Quale pensi sarà il driver che cambierà le abitudini dei consumatori e porterà loro ad utilizzare il tuo motore di ricerca o altri simili?


In una prima prima fase la curiosità di provare un’esperienza di ricerca nuova, divertente.
In seguito l’interfaccia semplice ed intuitiva renderà più facile e naturale l’uso di Jot-to per soddisfare le emozioni e trovare quello si sta realmente cercando.

 

Tecnologia

1. Puoi spiegare come funziona la tecnologia usata per il motore di Jot-to?

La tecnologia del motore si basa sullo studio di due diversi psicologi che ci hanno aiutato e possono essere riassunte come segue:

  1. Il motore associativo di Jot-to, a partire dalla descrizione delle pagine web, identifica le parole chiave correlate alle emozioni.
  2. L’algoritmo associa a queste parole chiave il colore corrispondente secondo la letteratura esistente su questo argomento.
  3. L’ utente di Jot-to, da un’interfaccia semplice, gradevole e intuitiva, sceglie il colore che rappresenta la sua emozione del momento
  4. L’utente ottiene un insieme di esperienze che Jot-to ha associato a quel colore ed emozione;

Gli utenti possono anche votare un’esperienza specifica utilizzando un colore, e il motore associativo impara da questa esperienza utente.

 

1. C’è qualche altra tecnologia (oltre a quella testuale) per i motori di ricerca?

Sì, ci sono per esempio motori di ricerca basati su elementi multimediali che svolgono la ricerca attraverso elementi visivi (colori, forme, immagini,…).

1. Dove i motori di ricerca falliscono e rendono preferibili quelli di altro tipo?

Quando facciamo una ricerca utilizzando un motore testuale, finiamo sempre per usare le stesse parole e ottenere gli stessi risultati come tutti gli altri. Questo non ci piace più.
Invece partendo dalle nostre emozioni, cambiamo il punto di ingresso al nostro motore di ricerca.

In questo modo possiamo ottenere risultati veramente personali.

1. La tua tecnologia è già affidabile?

Abbiamo una prima versione di questa tecnologia che è attiva e si evolve nel tempo grazie all’aumento delle esperienze “colorate”. Abbiamo inoltre identificato nuovi miglioramenti utilizzando tecniche di machine learning e applicando il motore per immagini pure.

Vito Savino, AD di Jot-to, startup ch usa l'associazione tra colori ed emozioni come criterio per la ricerca sul web, web semantico

Jot-to: le emozioni ti guidano sul web. Parte 1

Vito Savino, AD di Jot-to, startup ch usa l'associazione tra colori ed emozioni come criterio per la ricerca sul web, web semantico

Ho intervistato Vito Savino, AD di Jot-to, startup che ha creato un motore di ricerca basato su colori ed emozioni. In questa prima parte parliamo di lui, del suo team, di Jot-to

Presenta te stesso

1.  Ciao Vito, puoi presentare te stesso?

Salve, sono un ingegnere con la passione per l’innovazione e le startup. Ho lavorato per anni come business analyst e project manager nel mercato dei capitali e in tesoreria e, nel marzo del 2016, ho fondato la startup Jot-to con alcuni amici.

2. Dalla banca a una startup nell’ambito dei motori di ricerca basati sugli stati d’animo, qual’e’ il tuo percorso? 

Lavorare come manager in banca comporta porre molta attenzione alla gestione del rischio, alla pianificazione e alla messa in opera. Volevo applicare queste capacità a qualcosa di nuovo, e abbiamo trovato l’ispirazione quando, a una conferenza, si è parlato di diversi approcci al business raggruppati per colori in base a specifiche caratteristiche (rosso per i passionali, blu per metodico e razionale, giallo per innovativo e sociale e così via).

In quel momento abbiamo pensato “possiamo usare questa metodologia in un modo più ampio?”. Jot-to ha visto la sua prima luce….     

3. Ci siamo incontrati ad Innovits 2 anni fa, quando tu stavi sviluppando Jot-to e volevi iniziare a presentarlo al team ma non hai passato la selezione. Ora sei uno dei manager di Jot-to e hai già delle partnership, raccontami questa evoluzione.

2 anni fa abbiamo deciso di fare sul serio e iniziare a testare la nostra idea, e Innovits era un tester molto buono. Come hai detto tu, non abbiamo passato la selezione ma abbiamo raccolto molte informazioni utili che abbiamo usato per far aumentare i collaboratori, migliorare l’operatività e essere più forti l’anno successivo in cui siamo entrati nel Gymnasium di Innovits e abbiamo svolto l’intero percorso fino all’evento finale. Abbiamo aperto la nostra startup e ora stiamo vivendo questo eccitante sogno. .   

 

4.  Cosa è cambiato nel frattempo nella tua vita (lavoro ad esempio)?

Essere un imprenditore ti insegna molto. Si sperimentano in prima linea diverse impegnative situazioni che arricchiscono e stimolano le tue abilità. Questo ha un vantaggio anche nel tuo lavoro come manager perché inizi facilmente a vedere le cose da diverse prospettive e trovare soluzioni migliori.

Presenta il tuo team

1. Puoi presentare il tuo team?

Dicono che fino al 60% della forza di un progetto è nel team: un’idea brillante con una squadra mediocre è destinata a fallire, mentre una squadra brillante può trasformare una idea mediocre in un grande successo.

Ecco perché abbiamo investito particolare attenzione nella composizione della squadra.

Ci sono 8 professionisti con competenze diverse ed equilibrate che coprono design, psicologia, sviluppo software, marketing, analisi di business e gestione di progetti, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi.

2. Descrivici i ruoli nel team

Alessandro (Direttore Marketing) e io (Chief Executive Officer) stiamo gestendo il progetto fin dalla sua nascita. L’implementazione in-house viene eseguita dal team IT composto da Dario (Chief Technical Officer)  (Figura 2)

Vito Savino, Alessandro Rogora, Dario Lipari

Figura 2: Componenti di Jot-to: Vito Savino, Alessandro Rogora, Dario Lipari

che si occupa dei problemi di architettura; Emanuele (Full Stack Developer) che segue lo sviluppo della logica aziendale e il motore associativo di Jot-to;

Carlo (Data Base Administrator) responsabile interfacce DB e batch; Andrea (UI/UX sviluppatore) che segue l’interfaccia utente di Jot-to e i dettagli relativi all’ esperienza utente (Figura 3);

Emanuele Brugnoni, Andrea Canevari, Carlo Bissoli, Jot-to

Figura 3: Emanuele Brugnoni, Andrea Canevari, Carlo Bissoli

Poi abbiamo Claudia (Graphic Designer), che è la creata del gruppo (Figura 4)  e responsabile del marketing (social

Claudia Rebellato, Jot-to

Figura 4: Claudia Rebellato

in prime) e comunicazione; Infine, Laura (psicologa) che dà un background scientifico alle nostre fantasie.

3. Lavorate a tempo pieno per la startup o tu (o qualcuno del team) lavora anche al di fuori di essa?

Al momento lavoriamo ancora part-time a questo progetto. Che significa lunghe notti e week-end trascorso su di esso, a dimostrazione della passione che mettiamo in Jot-to.

4. Pensi che il tuo team è al completo o cerchi qualcun altro?

Copriamo tutte le diverse competenze necessarie in questa fase. Per crescere abbiamo bisogno di altre persone di aiutare noi, ma questo seguirà il naturale sviluppo del nostro business.

Presenta il tuo prodotto

1. Quali problemi risolve Jot-to e che cosa ora aiuta il tuo cliente?

C’è sempre di più la necessità di portare le emozioni in tecnologia.

Quando si cerca qualcosa su internet, finiamo per utilizzare le stesse parole che ci portano dove tutti gli altri vanno, come la nostra società ci sta omologando e rendendo tutti uguali… e distanti da quello che proviamo veramente.

Questo sta iniziando ad infastidirci.

Con Jot-da noi vi diamo la possibilità di incontrare di nuovo le tue emozioni, utilizzando i colori.

Le nostre emozioni ci rendono unici e ci mostrano quello che vogliamo davvero!

2. Conosci il tuo mercato, quali sono i vostri concorrenti (che tipo di servizi, nomi se è possibile)?

Un dato di fatto è che ci sono altri giocatori che hanno pensato di utilizzare colori e le emozioni per fare una ricerca in un settore di mercato specifico.

Per esempio, abbiamo Apptripper per turismo, Moody per film, MoodFuse per la musica e così via.

3. Cosa ha Jot-to che è nuovo sul mercato ?

Con Jot-to si avrà la possibilità di fare una ricerca intersettoriale.

Abbiamo identificato fino a dieci diversi settori per attivare (finora siamo dal vivo con il turismo e il film).

Durante la ricerca di un’esperienza in un settore specifico, sarete in grado di spostarvi all’interno di esperienze appartenenti a settori diversi, ma corrispondenti alla stessa emozione e colore.

In questo modo si potrebbe trovare ciò che realmente cerchi, e non sai “razionalmente “.

4. Quale elemento chiave ti rende diverso da Google, Yahoo o altri motori di ricerca?

Jot–integra il motore di ricerca classico in un modo nuovo e innovativo. Sai esattamente che cosa stai cercando e hai bisogno di una ricerca specifica, allora utilizza Google, se vuoi invece cercare qualcosa in un modo molto semplice, veloce e intuitivo, lasciando che le tue emozioni guidino la scelta, allora usa di Jot-to;

5. Una differenza è che la ricerca è basata sugli stati d’animo, perché pensi che questo renda Jot-to preferibile agli altri motori?

Posso risponderti nel modo in cui i nostri utenti hanno risposto al nostro sondaggio per testare il mercato (tra l’altro potete trovare questa indagine sul sito Web www.jot-to.it nella pagina “contatti” e provare voi stessi): “per curiosità, perché è divertente, è un bel modo per trovare emozioni, è nuovo, innovativo, visual, diverso, interessante, semplice, per trovare nuovi stimoli quando io sono infastidito perché voglio trovare l’esperienza che meglio si adatta a me, per la bellezza della casualità, per trovare qualcosa che NON cercavo… “

Vorrei semplicemente dire, “perché e ‘ un modo rapido per soddisfare le mie emozioni, con un click!”

6. Ci puoi spiegare brevemente la teoria dei colori, la base del tuo motore di ricerca?

I colori hanno un grande impatto nella nostra vita. Possono influenzare i nostri pensieri e sentimenti, indirizzare i nostri comportamenti d’acquisto, possono anche cambiare la nostra fisiologia (es. la frequenza cardiaca).

Ecco perché il marketing sta facendo un massiccio uso di colori per meglio catturare il target di utenti, catturare le loro emozioni.

Usano il blu per ispirare affidabilità, rosso per la passione, verde per equilibrio e così via.

Quindi utilizzando colori, è possibile comunicare in modo diretto, visivo, emozionale.

E Jot-to offre la possibilità di esplorare questa nuova esperienza.

7. Dove pensi che il motore di Jot-to può essere utilizzato?

Ovunque si desidera ottenere un colore da una descrizione.

Lo stiamo applicando ora a testi specifici che descrivono un viaggio o un film, ma si può usare su pagine web in generale, su libri o e-mail...

Abbiamo intenzione di sviluppare il motore per fargli decodificare i colori e le emozioni da immagini pure, e questo permetterà i migliorare e rendere più ampia la portata del nostro motore.

Gymnasium, path to grow for startupper

Gymnasium, cos’è e cosa offre agli startupper

Il percorso di Innovits che segue la Call4Ideas spiegato da chi attivamente collabora alla sua realizzazione

Il 12 ottobre scadranno i termini per la presentazione delle candidature di startup che intendono partecipare al Gymnasium, il percorso di sviluppo di impresa di Innovits.

A spiegare meglio cos’è e cosa offre Olga Ignjatov, mentor e membro del board di Innovits,  Cristina Vaudagna, neomembro del board e Vito Savino, cofounder di Jot-to, che ha partecipato da startupper al percorso

In sequenza:

 

Gymnasium, path to grow for startupper

 

 

InnovitsAcademy_part1_program

Innovits Academy part 1, capire il business per aiutare le startup

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Innovits Academy Program

Innovits si prepara a supportare le startup affrontando aspetti di business e soft skills relativi alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese. Cristina Vaudagna, una delle organizzatrici del percorso spiega cos’è l’Academy e cosa prevede (parte 1)

Aspetti di business (Business Model Canvas e come valutare un’idea) e di finanza per startup ma anche come un coach può supportare la startup e cosa è richiesto al mentor di un nuovo business.

Questi in sintesi i contenuti degli incontri (di cui il primo è avvenuto il 15 giugno scorso) che costituiscono la prima parte della Innovits Academy.

L’Academy è organizzata per preparare i propri associati e i possibili mentor a supportare i nuovi imprenditori che seguiranno il percorso di accellerazione Gymnasium, ma anche agli startupper e ai soci che vogliono capire come Innovits valuta un nuovo business che ne chiede il supporto.

Ho realizzato questo breve video in cui Cristina Vaudagna, membro del team organizzatore, spiega  più in dettaglio  i suoi scopi, le motivazioni che hanno spinto ad organizzarlo e come è strutturata la prima parte riservata agli associati.